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Chi se ne frega della popolarità sui social: Vivere autenticamente nell’era digitale

“Chi se ne frega”… di cosa? Della cosiddetta popolarità sui social, dei like e del fatto di molti che vogliono sempre mettersi in mostra a discapito della propria serenità e tranquillità.

In un mondo dominato da like, follower e visualizzazioni, la popolarità sui social media sembra essere diventata l’obiettivo principale di molti. Ma è davvero così importante?

In questo articolo, esploreremo perché la popolarità sui social non è tutto, analizzeremo i rischi della sovraesposizione e scopriremo come vivere in modo autentico e consapevole nell’era digitale.

Chi Se Ne Frega di Gente famosa sempre in posa – created by Valentino F. Mannara – SUNO AI

La popolarità sui social: Un’ossessione moderna

I social media hanno rivoluzionato il modo in cui ci connettiamo, condividiamo e comunichiamo.

Tuttavia, hanno anche creato una cultura dell’approvazione, dove il successo è misurato in base a metriche digitali come like, follower e commenti.

Perché inseguiamo la popolarità?

  1. Algoritmi che premiano l’engagement: Piattaforme come Instagram e TikTok (acnhe YouTube) favoriscono i contenuti che generano reazioni forti, spingendo gli utenti a condividere sempre di più.
  2. Cultura della convalida: Molti cercano approvazione esterna per sentirsi valorizzati, alimentando un ciclo di dipendenza dai numeri.
  3. Pressione sociale: Vedere altri ottenere successo online può spingere a voler fare lo stesso, spesso a discapito dell’autenticità.

Una cosa inoltre che personalmente odio sono le polemiche e il linguaggio scurrile o osceno, tipico di diversi youtubers che bestemmiano senza ritegno e senza nemmeno essere disciplinati da Google stessa (che possiede appunto la piattaforma).

Sono infatti purtroppo diventati elementi comuni nel panorama online, alimentati da algoritmi che privilegiano contenuti polarizzanti e reazioni forti.

Tuttavia, disintossicarsi da queste dinamiche tossiche è essenziale per preservare il proprio benessere mentale e mantenere un approccio positivo e costruttivo al web.

I rischi della sovraesposizione sui social

Condividere troppo della propria vita online non è privo di conseguenze. Ecco alcuni dei rischi principali:

1. Perdita di privacy

Ogni dettaglio condiviso sui social può essere utilizzato in modo malevolo da estranei. Informazioni come la propria località, abitudini o relazioni possono mettere a rischio la sicurezza personale.

2. Stress emotivo

La pressione di mantenere un’immagine perfetta e di soddisfare le aspettative del pubblico può portare a ansia, burnout e una distorsione della propria identità.

3. Dipendenza dall’approvazione

Molti creator diventano dipendenti dai like e dai commenti, perdendo di vista i propri valori e interessi. Questo può portare a una perdita di autenticità e a un senso di obbligo verso il pubblico.

Infatti La scelta di non integrare pubblicità nel mio blog è un’ulteriore dimostrazione del mio approccio autentico e rispettoso verso i miei lettori e il mio lavoro.

Perché ho fatto questa scelta? È importante per me evitare la pubblicità non solo perché riduce la tossicità, ma mantiene anche il focus sui contenuti e sull’esperienza dell’utente, senza distrazioni o pressioni commerciali.

Preferisco autofinanziare il mio lavoro, infatti. Ho molta più libertà e non dipendo da niente e da nessuno e non confido nemmeno nelle donazioni.

Preferisco di gran lunga preservare la mia dignità e il mio sano orgoglio personale facendo ciò che mi pare ma garantendo la privacy e sicurezza per tutti voi che leggete i miei contenuti.

Vivere autenticamente: L’alternativa alla popolarità

Se la popolarità sui social non è tutto, qual è l’alternativa? Ecco come vivere in modo autentico e consapevole:

1. Creare contenuti per sé stessi

Concentrarsi sul puro piacere personale, anziché inseguire i numeri, è un atto di liberazione. Creare contenuti che riflettono i propri valori e interessi permette di mantenere l’autenticità e la passione.

2. Proteggere la propria privacy

Definire confini chiari su cosa condividere e cosa mantenere privato è fondamentale per preservare la propria sicurezza e il proprio benessere mentale.

3. Gestire le aspettative del pubblico

Comunicare apertamente con i follower sui limiti della condivisione, senza sentirsi obbligati a soddisfare ogni richiesta, aiuta a mantenere un equilibrio sano tra vita privata e pubblica.

Perché la popolarità non è tutto

Alla fine, cosa ci resta se non siamo autentici? I like svaniscono, i follower vanno e vengono, ma il valore reale delle nostre relazioni e delle nostre esperienze rimane.

1. Relazioni genuine

Le connessioni autentiche, basate sul rispetto e sulla comprensione reciproca, sono molto più gratificanti di un like su un post.

2. Crescita personale

Concentrarsi su ciò che ci appassiona e ci rende felici, anziché inseguire l’approvazione altrui, permette di crescere come individui e di scoprire nuove passioni.

3. Benessere mentale

Proteggere la propria salute mentale, mantenendo un equilibrio tra vita online e offline, è essenziale per vivere in modo sereno e soddisfacente.

4. Evitare le polemiche (come nel caso di Selvaggia Lucarelli)

Fare spettacolo attraverso polemiche e controversie, anziché concentrarsi su contenuti costruttivi o soluzioni concrete, è spesso una perdita di tempo e può danneggiare sia chi è coinvolto che chi guarda.

Facendo un esempio banale su Selvaggia Lucarelli… ha spesso preso di mira non solo figure pubbliche o presunti colpevoli, ma anche persone comuni, magari coinvolte in situazioni ambigue o fraintese.

Questo ha portato a una criminalizzazione dell’ordinarietà, dove anche errori banali o malintesi possono trasformarsi in scandali mediatici.

Attirare l’attenzione generale con polemiche e simili non ha fatto altro che creare un clima ancora più tossico di quanto non lo sia già normalmente il sistema in cui viviamo attualmente.

Mentre il lavoro di Lucarelli ha certamente portato alla luce questioni importanti, è fondamentale bilanciare l’esposizione mediatica con un approccio più umano e responsabile.

La polemica fine a se stessa, specialmente quando coinvolge persone innocenti, rischia di creare un clima tossico e di danneggiare individui e comunità senza un reale beneficio sociale.

Influencer? No, grazie! preferisco essere “disinfluencer”…

Ho coniato il termine “disinfluencer” proprio per andare controcorrente, infatti il “disinfluencer” in parole povere è la persona comune che vive tranquillamente la sua vita senza cerca approvazione altrui.

Scrissi tempo fa un articolo su questo argomento anche su Medium e il mio approccio non è mai cambiato.

Conclusioni: Chi se ne frega della popolarità sui social?

La popolarità sui social media può sembrare allettante, ma non è tutto.

Vivere in modo autentico, proteggere la propria privacy e concentrarsi su ciò che conta davvero sono scelte che ci permettono di preservare la nostra felicità e il nostro benessere.

Allora, chi se ne frega della popolarità sui social? Scegliamo di vivere in modo consapevole, di creare con passione e di proteggere ciò che conta davvero: la nostra autenticità e la nostra libertà personale.

E tu, come usi i social media? Preferisci la popolarità o l’autenticità? Condividi la tua esperienza nei commenti e unisciti alla conversazione!

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