Governi e Guerre, due parole che vanno a braccetto di questi tempi, specie quando si tratta di sentire le parole vuote dei politici e dei diplomatici che non arrivano mai a risolvere un bel niente.
Infatti scrivo questo articolo con un’impronta un po’ diversa dal solito in quanto sono schifato nel vedere telegiornali pieni soltanto di cattive notizie e parole vuote.
Ma non solo… vediamo uomini che ricoprono ruoli di rilievo e che hanno in mano la sorte di milioni di persone ma che fanno giochi di potere molto pericolosi in cui gli innocenti perdono la vita.
Ora capirete perché ho voluto scrivere questo difficile articolo.

Governi e Guerre: le scelte dei corrotti che mietono vittime
Numeri alla mano
Ogni giorno nel mondo, a causa di governi corrotti, conflitti armati, guerre e violenze politiche, perdono la vita migliaia di persone, soprattutto civili innocenti.
Secondo dati recenti (2024-2025):
- Nel 2023 si sono contate almeno 162.000 vittime in conflitti armati a livello globale solo considerando i conflitti principali, con molti altri feriti e sfollati.
Nel 2024 si stima che oltre 200.000 persone siano morte a causa di guerre e disastri climatici collegati, considerando più di 50 conflitti armati attivi.
Solo nella guerra in Ucraina, dal 2022, si stimano circa 30.000 vittime civili tra morti e feriti, mentre in altri conflitti regionali come Gaza si contano decine di migliaia di vittime civili.
Dati globali sugli effetti indiretti delle guerre, come carestie, collasso sanitario ed economico, suggeriscono che le morti causate direttamente o indirettamente dai conflitti negli ultimi due decenni possano superare milioni di persone.
Questi numeri fanno emergere un quadro drammatico: la vita umana viene quotidianamente stroncata per interessi di potere, corruzione e lotte politiche, esattamente come lo descrive la Sacra Bibbia, ovvero il dominio del “malvagio”.
“Noi sappiamo che abbiamo origine da Dio, ma tutto il mondo è in potere del Malvagio”. – 1 Giovanni 5:19
Una realtà che rende ancora più urgente e giusta la speranza per un cambiamento radicale e giusto, come quello promesso dal Regno di Dio in cui ho una fede assoluta a riguardo.
Le parole vuote di politici e diplomatici
Se parliamo ad esempio di diplomatici è chiaro che quando parlano in pubblico, non esprimono soltanto un’opinione personale ma rappresentano la linea ufficiale dello Stato.
Un’affermazione troppo netta potrebbe avere conseguenze politiche o diplomatiche indesiderate, ecco perché usano frasi vaghe, giri di parole e risposte che sembrano “molto corrette ma vuote”.
È una sensazione di estremo fastidio ascoltare qualcuno che parla senza dire niente di sostanziale e in effetti risulta irritante, soprattutto quando ci si aspetta un’analisi chiara e diretta ad una domanda formulata durante interviste o altro.
Però, nel loro mondo, questa è considerata un’abilità: dire tanto senza dire troppo (un po’ come un’arte nel “non compromettersi”), il che rende tali persone ambigue e inaffidabili specialmente per il popolo.
Praticamente è come quando un tecnico in TV deve parlare a un pubblico generalista: sa delle cose molto tecniche, ma le semplifica e dice giusto il minimo indispensabile per evitare malintesi.
Solo che i diplomatici lo portano all’estremo, spesso risultando vuoti. Vi pare giusto?
Del resto nemmeno i problemi ambientali vengono presi seriamente, con conseguenze disastrose.

Tattiche scorrette
Dal punto di vista umano queste tattiche comunicative spesso vengono chiaramente percepite come una presa in giro e a ben ragione.
Quando qualcuno ti fa una domanda e tu ti aspetti una risposta chiara, ma dall’altra parte arriva solo una cascata di parole che non aggiungono niente, la sensazione è proprio quella di essere trattati come stupidi.
Ed è proprio lì che nasce il fastidio: non c’è onestà comunicativa.
Mi spiego meglio:
- Sul piano diplomatico/politico: il parlare “senza dire” è visto come necessario per non creare fratture, scandali o incidenti internazionali.
- Sul piano etico e personale: sapere una cosa e non dirla, oppure girarci intorno, può essere percepito come mancanza di rispetto verso chi ascolta. È come dire: “Non ti reputo in grado di gestire la verità, quindi ti do una frase di circostanza”.
E questo atteggiamento, nel quotidiano, suona proprio come una mancanza di sincerità. Si parla di Bugie.
Del resto nella Bibbia in Giovanni 844 il diavolo viene definito “Il padre della menzogna” e visto che questo sistema appartiene proprio al medesimo ci si può forse aspettare qualcosa di diverso da chi ne subisce la venefica influenza?
È diverso dall’essere prudenti: la prudenza è dire la verità in modo equilibrato; il “politichese” invece è una strategia per svicolare sempre in ogni occasione possibile, una tattica da codardi.
Quindi sì, tu lo percepisci come uno sminuire l’interlocutore, un po’ come una presa in giro.
E non sbaglio, infatti. Spesso la gente comune vorrebbe risposte nette e trasparenti, non retorica.
Quindi capite anche il perché non ci può essere pace nel mondo con questa gente ai vertici dei poteri attuali e sono quindi indegni di fiducia, infatti la gente non è stupida.

Il silenzio è molto più dignitoso di una risposta vuota
Il problema è che nel mondo politico e diplomatico il “non dire nulla” viene spesso percepito come un segnale in sé. Faccio un esempio:
- Se un ambasciatore tace a una domanda delicata, i giornalisti e gli osservatori potrebbero interpretarlo come un “sì implicito” o comunque come un messaggio non detto.
- Se invece risponde, anche con frasi vaghe e fumose, dà l’impressione di aver detto qualcosa senza davvero esporsi.
In altre parole, per loro il “riempire di parole” è una strategia per non far pesare il silenzio ma neanche rivelare ciò che non possono dire.
Per noi comuni mortali, però, che siamo capaci di intendere e di volere e che siamo attenti alle parole è chiaro che suona proprio come una presa in giro.
Quindi sì: per chi cerca verità, chiarezza e onestà, il silenzio è sempre meglio della retorica.
Ma per chi gioca nel campo della diplomazia, il “linguaggio che dice senza dire” è ritenuto più sicuro, perché evita che un silenzio venga male interpretato… e spesso a ben ragione.
Ecco alcuni dei principali “trucchetti” e tattiche di manipolazione che vengono spesso usati in politica e dai media per influenzare l’opinione pubblica senza dire chiaramente le cose.

Tecniche e strategie di manipolazione politica
- La distrazione: una delle armi più potenti è distogliere l’attenzione pubblica da questioni importanti verso temi secondari o banali. In questo modo si evita che l’opinione pubblica si concentri sui veri problemi o sugli errori dei governanti.
- La creazione di un clima di paura: diffondere paure e minacce reali o gonfiate per giustificare misure restrittive o politiche controverse, così da spingere le persone a cedere libertà in nome della sicurezza.
- La ripetizione ossessiva di messaggi: ripetere continuamente un concetto o una narrazione finché non diventa parte integrante dell’opinione pubblica, indipendentemente dalla sua veridicità.
- L’uso di personaggi pubblici e “opinion leader”: influenzare l’opinione passando dai leader di pensiero, celebrità o influencer che veicolano messaggi precostituiti, facendo sembrare la comunicazione più spontanea e veritiera.
- La manipolazione delle emozioni: far leva su emozioni come rabbia, paura, orgoglio o vendetta per spingere la gente a sostenere idee o politiche senza riflettere criticamente.
- La disinformazione e le false notizie (fake news): diffondere informazioni errate o tendenziose per confondere, dividere o orientare l’opinione pubblica a favore di interessi precisi.
- La spirale del silenzio: una persona, temendo isolamento o riprovazione, tende a non esprimere opinioni contrarie a quella che percepisce come maggioranza, rafforzando il conformismo e l’omologazione delle idee.
- La gradualità: introdurre cambiamenti o decisioni impopolari passo dopo passo, facendo sembrare ogni singola mossa meno drastica e più accettabile di quanto sarebbe se presentata tutta insieme.
Contestualizzazione
Questi trucchi sono spesso accompagnati da una cultura mediatica e politica che punta a controllare le informazioni, indirizzare il consenso e mantenere il potere, anche a discapito della verità e del bene comune.
Sapere riconoscere queste tattiche aiuta a diventare più critici e a non farsi manipolare da retoriche vuote o promesse false.
Conclusione
Alla luce di ciò è chiaro che oltre a non potersi fidare siamo realmente in mano a gente insensibile chiaramente influenzata a una forza oscura che governa il mondo dietro le quinte.
Che vi piaccia o no il diavolo è una persona reale e anche molto potente, tanto potente da influenzare l’intero sistema attuale con evidenti prove e risultati che vediamo ogni giorno sotto i nostri stessi occhi.
Per quanto lo si voglia negare non si scappa dallla realtà dei fatti, in ogni caso la speranza certa è che il Regno di Dio porterà presto nuovi cambiamenti radicali e il Figlio di Dio, Gesù Cristo, governerà portando immensi benefici a tutta l’umanità.

Le cui riforme sono le seguenti (citando la fonte)
Il Regno di Dio prenderà il posto di tutti i governi umani e governerà sull’intera terra (Daniele 2:44; Rivelazione [Apocalisse] 16:14). A quel punto il Regno di Dio…
- toglierà di mezzo i malvagi, che con il loro egoismo fanno solo del male. “Riguardo ai malvagi, saranno stroncati dalla medesima terra” (Proverbi 2:22).
- porrà fine a tutte le guerre. Dio “fa cessare le guerre fino all’estremità della terra” (Salmo 46:9).
- porterà prosperità e sicurezza sulla terra. “Ognuno vivrà in pace in mezzo alle sue vigne e sotto i suoi alberi di fico, e nessuno più lo spaventerà” (Michea 4:4, Parola del Signore).
- trasformerà la terra in un paradiso. “Il deserto e la regione arida esulteranno, e la pianura desertica gioirà e fiorirà” (Isaia 35:1).
- darà a tutti un lavoro bello e soddisfacente. “I miei fedeli si godranno il frutto del loro lavoro. Tutto quel che faranno riuscirà bene” (Isaia 65:21-23, Parola del Signore).
- debellerà le malattie. “Nessun residente dirà: ‘Sono malato’” (Isaia 33:24).
- ci libererà dal processo d’invecchiamento. “La sua carne divenga più fresca che nella giovinezza; torni egli ai giorni del suo vigore giovanile” (Giobbe 33:25).
- riporterà in vita i morti. “Tutti quelli che sono nelle tombe commemorative udranno la sua voce [la voce di Gesù] e ne verranno fuori” (Giovanni 5:28, 29).
Vi sembra poco?
Font e citazioni:
- https://www.sinistralibertaria.it/le-tecniche-di-manipolazione-del-consenso-della-massa/
- https://www.istituto-formazione-politica.eu/storia-della-manipolazione-in-politica/
- https://www.guidapsicologi.it/articoli/le-principali-strategie-della-manipolazione-di-massa
- https://www.amnesty.it/la-manipolazione-dellopinione-pubblica/
- https://tesi.luiss.it/40001/1/100262_CIPRIANI_IRENE.pdf
- https://eticaeconomia.it/propaganda-e-manipolazione-nelle-elezioni-politiche-il-ruolo-dei-social-network-e-degli-algoritmi-basati-sulla-intelligenza-artificiale/
- http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/luso-della-menzogna-come-strumento-di-propaganda/
- https://www.modellidicomunicazione.com/propaganda/
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