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Recruiting Day Noto 2026: la fiera del lavoro che non risolve nulla. Ecco perché

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Una lettera, un volantino e molte domande senza risposta.

Il 9 maggio 2026 molti residenti in provincia di Siracusa hanno ricevuto una comunicazione via email dal Servizio XIV, per l’appunto il Centro per l’Impiego di Siracusa.

L’oggetto: un invito al primo Recruiting Day Noto, evento organizzato in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia e con il patrocinio del Comune di Noto, previsto per Mercoledì 27 maggio 2026 presso la Sala Gagliardi di Via Camillo Benso Conte di Cavour 91 a Noto (SR).

L’evento e’ descritto come una vera e propria fiera del lavoro, un’occasione per incontrare le aziende del territorio, sostenere colloqui conoscitivi, lasciare il proprio curriculum vitae e ricevere orientamento.

Bello sulla carta. Come sempre.

Questo articolo non e’ contro chi cerca lavoro con speranza genuina.

Questo articolo è contro un sistema che da decenni consuma risorse pubbliche producendo l’apparenza di utilita’ sociale senza darne la sostanza.

Un sistema che ha dimostrato, dati e norme alla mano, di non rispettare nemmeno gli obblighi di legge che e’ tenuto a garantire.

E che torna periodicamente con i volantini colorati a chiedere fiducia a chi non se la puo’ permettere di sprecare.

E visto che vivo proprio a Buccheri, nel borgo tipico della provincia di Siracusa non molto distante infatti da Noto, scrivo questo articolo per dare voce a chi non ne ha e ad esprimere tutta la mia indignazione verso un evento che di sostanza non ha praticamente nulla.

Vivo in Sicilia da 20 anni e non ho mai cavato un ragno dal buco nell’ambito lavorativo e se il colloquio di lavoro in Italia è diventato peggio di un banco dei pegni figuriamoci in Sicilia, no?

Chi sono i soggetti coinvolti e cosa fanno con i soldi pubblici

Il Centro per l’Impiego di Siracusa

Il Servizio XIV, Centro per l’Impiego di Siracusa, è una struttura della Regione Siciliana che rientra nel Dipartimento Regionale del Lavoro, dell’Impiego, dell’Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative.

Sul portale istituzionale della Regione Siciliana, l’elenco delle funzioni assegnate a questo ufficio è imponente: gestione delle graduatorie dei lavoratori forestali, incrocio domanda e offerta di lavoro, orientamento di base e specialistico, profilazione degli utenti, politiche giovanili, interventi di contrasto della poverta’, patti di servizio personalizzati.

Sulla carta, una struttura completa. Nella realtà, come vedremo, una struttura che fatica a rispettare i livelli minimi di servizio che la legge le impone.

Sviluppo Lavoro Italia: il braccio operativo del Ministero

Sviluppo Lavoro Italia S.p.A. è il soggetto che ha sostituito ANPAL Servizi dal 1 marzo 2024, a seguito della soppressione dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), avvenuta con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 230 del 22 novembre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 38 del 15 febbraio 2024.

Sviluppo Lavoro Italia è una società in totale controllo pubblico: azionista unico è il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Opera come braccio operativo del Ministero del Lavoro per l’attuazione delle politiche attive del lavoro sul territorio nazionale.

Gestisce tra l’altro i fondi comunitari FSE (Fondo Sociale Europeo), per i quali sono stati stanziati 5,1 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 tra quote comunitarie e nazionali.

Numeri enormi. Obiettivo dichiarato: superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Risultati concreti: ancora da dimostrare, come vedremo.

Cosa dice la legge: gli obblighi che i CPI devono rispettare

Per capire perche’ eventi come il Recruiting Day Noto siano sintomatici di un problema strutturale, occorre partire dalla normativa. Il quadro legale di riferimento e’ preciso e vincolante.

Il D.Lgs. 150/2015 e il Patto di Servizio Personalizzato

Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, noto come Jobs Act sulla parte dei servizi per il lavoro, ha riformato in modo organico il sistema delle politiche attive in Italia.

L’articolo 19 definisce lo stato di disoccupazione e stabilisce che le persone prive di impiego devono presentare una Dichiarazione di Immediata Disponibilita’ (DID) per accedere ai servizi.

L’articolo 20 impone ai Centri per l’Impiego di stipulare con ciascun utente un Patto di Servizio Personalizzato (PSP), un documento che formalizza il percorso di politica attiva concordato, inclusi gli obblighi di partecipazione a iniziative formative, di orientamento e di ricerca attiva del lavoro.

L’articolo 4 del successivo Decreto Ministeriale n. 4 del 11 gennaio 2018, che definisce i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) dei servizi per il lavoro, stabilisce i tempi di convocazione: il Centro per l’Impiego deve convocare il disoccupato entro il novantesimo giorno dall’inizio dello stato di disoccupazione.

Per i percettori di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, il termine scende a quindici giorni.

Questi sono obblighi di legge, non indicazioni di buona prassi. Non rispettarli è un inadempimento normativo.

I LEP: i livelli minimi che nessuno garantisce davvero

Il D.M. n. 4/2018 definisce i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) che ogni Centro per l’Impiego sul territorio nazionale deve garantire.

Vanno dall’accoglienza e prima informazione (LEP A) fino alla stipula del Patto di Servizio Personalizzato (LEP D), passando per l’orientamento di base, la profilazione, l’analisi delle competenze e l’orientamento specialistico.

Il Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), finanziato con 4,4 miliardi di euro del PNRR, prevedeva come target europeo il rispetto di questi standard da parte di almeno l’80% dei CPI in ogni regione italiana entro il 2025.

I dati di monitoraggio della Regione Siciliana al 30 settembre 2025 indicano che questo obiettivo era ancora in fase di avanzamento, con alcuni target conseguibili ma non ancora raggiunti.

Tradotto: nel 2025, a distanza di sette anni dall’approvazione del D.M. n. 4/2018, i Centri per l’Impiego siciliani non avevano ancora garantito uniformemente i livelli minimi di servizio previsti dalla legge.

Non è una critica politica. Sono dati istituzionali.

I numeri del mercato del lavoro a Siracusa: il contesto reale

Qualsiasi valutazione onesta di un evento come il Recruiting Day Noto deve partire dalla fotografia reale del mercato del lavoro provinciale. I dati non lasciano spazio all’ottimismo istituzionale.

La provincia di Siracusa tra le peggiori d’Italia

Secondo i dati ISTAT elaborati da Pagella Politica, nel 2023 la provincia di Siracusa figurava tra quelle con il tasso di disoccupazione superiore al 15%, in compagnia di province come Foggia, Palermo, Catania e Salerno.

Il tasso di occupazione della provincia, fermo al 35,3% contro una media italiana che nel 2023 aveva superato il 61%, fotografia di un mercato del lavoro strutturalmente asfittico, non congiunturalmente difficile.

La disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno ha raggiunto nel 2024 livelli tali che il 60,4% dei giovani disoccupati del Sud cercava lavoro da almeno un anno, contro il 39,2% del Centro-Nord.

In Sicilia, il tasso di mancata partecipazione al lavoro, che include sia i disoccupati che gli inattivi scoraggiati, si attestava attorno al 30%, tre volte il valore del Centro-Nord.

Questi non sono numeri di un territorio in difficolta’ temporanea. Sono i numeri di un territorio abbandonato strutturalmente da politiche del lavoro efficaci per decenni.

In questo contesto, organizzare una fiera del lavoro per colloqui conoscitivi non è una soluzione.

È rumore di fondo.

Il dato positivo che non cambia il quadro

E’ doveroso riportare anche un dato incoraggiante: nei primi nove mesi del 2024, l’occupazione in Sicilia è cresciuta del 4,7% su base annua, il tasso piu’ elevato tra tutte le regioni italiane, piu’ del doppio rispetto alla media nazionale del 1,8%.

Le previsioni di entrate nel primo trimestre 2025 davano Siracusa come la provincia più dinamica di Sicilia, con un incremento del 29,8% rispetto alle previsioni di un anno prima.

Sono segnali reali e non vanno ignorati. Ma un incremento delle previsioni di entrata, ciò che le aziende dichiarano di voler cercare, è cosa ben diversa dall’occupazione effettiva.

E soprattutto, non cambia il fatto che il tasso di occupazione complessivo rimane tra i più bassi d’Italia, e che le opportunità offerte sono spesso a tempo determinato, part-time involontario o stagionali nel settore turistico.

Uno sportelo virtuale per il centro dell’impiego a Francofonte (SR)… e che servirà a ben poco, a mio giudizio.

Il meccanismo della fiera del lavoro: a chi serve davvero

Gli eventi come il Recruiting Day Noto hanno una struttura ricorrente, prevedibile al punto da poterla descrivere prima ancora che avvenga.

Sala presa in affitto o messa a disposizione da un ente locale, tavoli con le aziende del territorio, candidati che girano con il curriculum in mano, strette di mano, qualche “ci sentiamo”, qualche “si faccia vivo”… solite frasi da due soldi utili alla circostanza e salvare solo le apparenze.

Il problema non e’ che questo schema sia necessariamente disonesto.

Il problema è che non produce i risultati che promette, e che viene riproposto anno dopo anno con lo stesso linguaggio entusiastico come se i precedenti non esistessero.

Gli interessi reali dietro l’evento

Il Centro per l’Impiego di Siracusa organizza il Recruiting Day di Noto. Questo gli consente di rendicontare un’iniziativa di politica attiva, una voce fondamentale per giustificare finanziamenti e organici.

L’evento del 27 maggio a Noto è presentato come un “incontro tra imprese e candidati” per settori come turismo, artigianato e commercio, con l’obiettivo dichiarato di colmare fabbisogni stagionali in una zona ad alta disoccupazione come il Siracusano.

Organizzato da enti pubblici come i Centri per l’Impiego e promosso da media locali, promette colloqui diretti e opportunità immediate, sfruttando la vicinanza alla stagione estiva per attirare disperati in cerca di qualsiasi cosa.

Non è solo una fiera del lavoro: ecco i moventi reali, basati su dinamiche tipiche di questi eventi al Sud:

  • Propaganda istituzionale: I Comuni e le Province usano questi Job Day per gonfiare i numeri di “azioni attive sul lavoro” nei report annuali, giustificando fondi regionali/europei (es. PNRR o FSE+). È un modo per dire “stiamo facendo qualcosa” senza risolvere il problema strutturale – zero investimenti in formazione qualificata, solo foto di code di disoccupati per i social degli amministratori.
  • Clientelismo locale: Le aziende partecipanti (hotel, bar, artigiani) sono spesso selezionate tra quelle vicine a politici o assessori al lavoro. Posti veri? Pochi. Molti “colloqui” finiscono in assunzioni sommarie per amici/familiari, o in promesse vuote per mantenere contenti i “voti fedeli”. In Sicilia, è un meccanismo rodato: l’evento serve a distribuire favori, non CV.
  • Sfruttamento mascherato: Le imprese cercano manodopera usa-e-getta per l’estate (900-1.100€ netti, 10-12 ore/giorno, zero diritti), presentandola come “opportunità”. Nessun interesse per profili come il tuo (IT, AI, creativo): vogliono braccia, non cervelli, per minimizzare costi e massimizzare profitti stagionali.

Non è una speculazione: è la “logica” di funzionamento di qualsiasi ente pubblico che deve dimostrare di svolgere la propria funzione.

Sviluppo Lavoro Italia partecipa e presta il proprio supporto operativo.

Anche in questo caso, la partecipazione a iniziative territoriali fa parte della missione istituzionale che deve rendicontare al Ministero del Lavoro per accedere ai fondi pubblici che gestisce, fondi comunitari inclusi.

Il Comune di Noto mette il patrocinio.

  • Costo: zero.
  • Ritorno: visibilita’ istituzionale, il sindaco che tagliava il nastro o il vicesindaco che porta i saluti.

La logica del territorio dinamico e attento ai cittadini.

Il candidato che si presenta alle 9 del mattino con il curriculum stampato la sera prima è l’unico dei quattro soggetti che ha qualcosa di reale in gioco.

Gli altri tre hanno gia’ vinto, indipendentemente da quante assunzioni avverranno.

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Colloqui conoscitivi non sono assunzioni

La comunicazione del Centro per l’Impiego parla di “colloqui conoscitivi”.

Non di offerte di lavoro definite. Non di contratti. Non di posizioni aperte con caratteristiche specifiche e condizioni chiare. Colloqui conoscitivi… e pensano così di salvare almeno le apparenze.

Nel linguaggio del recruiting, un colloquio conoscitivo e’ il primo stadio di un percorso che può portare o meno a un’assunzione, e spesso non porta a nulla.

È lo strumento con cui le aziende costruiscono database di candidati da contattare eventualmente in futuro, o da non contattare mai. Ghost Job in piena regola, come ho scritto a questo link.

In un territorio con decine di migliaia di disoccupati e poche decine di aziende che partecipano a un evento, la matematica e’ impietosa.

Chi organizza questi eventi conosce questa realta’. Eppure il linguaggio rimane quello della grande opportunita’ da non perdere. ‘

Trasforma il tuo talento in lavoro’, recita il volantino del Recruiting Day Noto. Una promessa che nessuno sara’ chiamato a mantenere.

Queste foto le ho scattate a Gennaio 2023 per via della convocazione del provvedimento del Reddito di Cittadinanza prezzo il Centro Impiego di Siracusa… totalmente fatiscente.

Pareti scrostate, intonaco che cade a pezzi, uno schermo di plastica trasparente appeso con corde come separatore degli sportelli. Il tutto illuminato da un neon che sembra sopravvissuto agli anni Ottanta.

E da questa struttura ti mandano email con volantini colorati che parlano di “trasformare il talento in lavoro”. Le immagini parlano da sole e non sono frutto di uno scherzo ma è realtà.

Qui sopra il volantino che hanno mandato via email che ho dovuto ottimizzare prima di caricarlo qui sul blog.

Il file originale infatti pesa la bellezza di 3 MB e con dimensioni di ben 3508 × 4961 pixel… improponibile da mandare via email senza ottimizzazione, questo indica disattenzione e mancanza di preparazione tecnologica e informatica.

Se aggiungiamo inoltre che il file originale si chiama infatti “RECRUITINGNOTO_UTENTE_senzaorario.jpg” (e infatti il volantino non ha nemmeno scritto l’orario dell’evento) capite come vengono fatti i lavori in questo ambito, mentre i veri professionisti devono scappare all’estero per avere un minimo di dignità.

Gli inadempimenti normativi: quello che la legge impone e non viene fatto

La critica piu’ seria che si puo’ muovere ai Centri per l’Impiego in Sicilia, e a quello di Siracusa in particolare, non riguarda la qualita’ estetica dei loro volantini.

Riguarda il mancato rispetto degli obblighi di legge.

I tempi di convocazione sistematicamente disattesi

Il D.M. n. 4/2018 stabilisce con precisione che il disoccupato deve essere convocato dal Centro per l’Impiego entro il novantesimo giorno.

Per i percettori di NASpI o DIS-COLL, il termine e’ di quindici giorni dalla comunicazione del Centro. Questi non sono obiettivi di qualita’: sono obblighi giuridici.

Chiunque abbia avuto esperienza diretta con i Centri per l’Impiego nel Sud Italia sa che questi termini vengono rispettati nella misura in cui le risorse umane lo consentono, il che nella realta’ siciliana significa spesso non vengono rispettati affatto.

Le liste di attesa per un appuntamento si misurano in settimane o mesi, non in giorni.

La condizionalita’ e’ uguale per tutti: se il disoccupato non si presenta a una convocazione senza giustificato motivo, perde una quota della NASpI o decade completamente dalla prestazione.

Se il Centro per l’Impiego non convoca entro i termini di legge, non accade nulla. L’asimmetria e’ strutturale.

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Il Patto di Servizio Personalizzato: obbligatorio sulla carta

Il Patto di Servizio Personalizzato, previsto dall’articolo 20 del D.Lgs. 150/2015, dovrebbe essere lo strumento cardine della presa in carico del disoccupato.

Un documento che personalizza il percorso, identifica le competenze, stabilisce un piano di azione condiviso. Non un modulo da compilare in fretta per spuntare una casella.

Nella realta’ operativa di molti CPI meridionali, il PSP viene stipulato pro forma, spesso senza un vero colloquio di orientamento, senza una profilazione accurata, senza un reale piano personalizzato.

Il meccanismo esiste sulla carta, e sulla carta i CPI possono rendicontare di averlo applicato.

Quello che succede nella vita reale delle persone che cercano lavoro e’ un’altra storia.

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La Corte dei Conti parla chiaro

La relazione della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Sicilia del 2024, presieduta da Anna Luisa Carra, ha evidenziato come il quadro della gestione finanziaria pubblica regionale presenti ancora diverse lacune, in particolare nella gestione dei fondi pubblici, nei controlli sulle spese e nella capacita’ degli enti di contrastare sprechi e illeciti.

La relazione ha ribadito che ogni euro speso con risorse pubbliche deve produrre un beneficio per la collettivita’, rispettando il principio del buon andamento e dell’imparzialita’ dell’azione amministrativa sancito dall’articolo 97 della Costituzione.

Nello stesso anno 2024, la Corte dei Conti aveva segnalato che il divario tra accertamenti e riscossioni nei Comuni siciliani aveva raggiunto nel 2023 i 966 milioni di euro: quasi un miliardo di euro di mancati incassi, con la Sicilia al secondo posto in Italia per il peggior rapporto tra quanto accertato e quanto effettivamente incassato.

Questo e’ il contesto istituzionale in cui opera il Centro per l’Impiego di Siracusa quando organizza un Recruiting Day.

Non e’ una critica alle singole persone che ci lavorano, molte delle quali svolgono il proprio compito con dedizione nelle condizioni che hanno.

È una critica al sistema che le contiene e che continua a essere finanziato senza produrre i risultati che promette.

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Il Programma GOL e i miliardi del PNRR: dove vanno a finire

Il Programma GOL, Garanzia Occupabilita’ dei Lavoratori, e’ la principale iniziativa nazionale di politica attiva del lavoro degli ultimi anni.

Finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), prevedeva un investimento complessivo di 4,4 miliardi di euro con l’obiettivo di coinvolgere almeno 3 milioni di beneficiari entro il 2025.

Il target europeo prevedeva che almeno il 75% dei beneficiari fosse composto da donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilita’, giovani under 30 e lavoratori over 55.

Inoltre, almeno 800.000 dei 3 milioni di cittadini coinvolti avrebbero dovuto partecipare a percorsi di formazione, di cui 300.000 per il rafforzamento delle competenze digitali.

Per l’attuazione di queste misure, il Ministero del Lavoro ha ripartito con il Decreto n. 3039 del 13 febbraio 2025 un miliardo di euro tra le Regioni.

Sviluppo Lavoro Italia, ex ANPAL Servizi, opera come supporto operativo nell’attuazione del programma.

I dati di avanzamento in Sicilia

La scheda riepilogativa della Regione Sicilia, aggiornata al 30 settembre 2025, riporta che la prima rilevazione del 2025 relativa ai partecipanti al Programma GOL si e’ attestata a 70.462 unita’, definita come la piu’ alta tra quelle effettuate.

Il target sull’80% dei CPI che rispettino i LEP caratterizzanti i percorsi GOL era ancora in fase di avanzamento.

Sono numeri che non dicono tutto. Non dicono quanti di questi partecipanti abbiano trovato un’occupazione stabile al termine del percorso.

Non dicono quanti abbiano ricevuto una formazione realmente spendibile sul mercato del lavoro locale. Non dicono quanti siano stati convocati rispettando i termini di legge.

Quel che e’ certo e’ che miliardi di euro di fondi pubblici, tra PNRR e FSE, vengono impegnati ogni anno in un sistema che organizza anche eventi come il Recruiting Day Noto per dimostrare la propria presenza sul territorio.

Il problema reale: la fiducia consumata

Il danno piu’ profondo che eventi come il Recruiting Day Noto producono non e’ direttamente misurabile in termini economici.

E’ il consumo progressivo della fiducia delle persone vulnerabili verso le istituzioni che dovrebbero aiutarle.

Chi si presenta a una fiera del lavoro come questa e’ spesso qualcuno che ha gia’ subito diversi rifiuti, che ha gia’ aspettato mesi per un appuntamento al Centro per l’Impiego, che ha gia’ ricevuto una convocazione tardiva o nessuna convocazione.

Arriva con speranza, consegna curriculum, stringe mani, aspetta. E nella stragrande maggioranza dei casi non riceve nessun seguito.

Questo meccanismo non e’ accidentale. E’ il risultato di un sistema che ha bisogno di mostrare attivita’ per giustificare la propria esistenza, ma che non e’ strutturato per produrre risultati misurabili.

La fiera si fa, le foto si scattano, i comunicati stampa si diffondono. Poi cala il silenzio fino all’evento successivo.

Il confronto con il Nord: lo stesso sistema, risultati opposti

E’ istruttivo confrontare la situazione siciliana con quella di regioni del Nord dove i Centri per l’Impiego funzionano in modo sensibilmente diverso.

Non perche’ le persone siano diverse o piu’ capaci, ma perche’ operano in un contesto istituzionale che ha investito nel tempo in organici, formazione, digitalizzazione e vera personalizzazione dei servizi.

In province come Bolzano, dove la disoccupazione si attesta al 2%, i servizi per l’impiego operano come facilitatori reali di incontro tra domanda e offerta, con strumenti di profilazione avanzati e un rapporto operatore-utente che consente una presa in carico autentica.

Non e’ magia. E’ investimento strutturale nel servizio pubblico, esattamente quello che il Sud Italia non ha ricevuto in misura sufficiente.

La distanza tra Bolzano e Siracusa nel mercato del lavoro non si colma con un Recruiting Day. Si colma con decenni di politiche serie, finanziate adeguatamente e monitorate con criteri di efficacia reale, non di rendicontazione formale.

Cosa dovrebbe cambiare: dalla denuncia alla proposta

Questo articolo non e’ un esercizio di cinismo.

È una denuncia con radici legali e dati verificabili, che punta a segnalare un problema reale.

Ma ogni denuncia seria deve anche indicare cosa si potrebbe fare diversamente.

Monitoraggio pubblico dei risultati degli eventi

Qualsiasi evento di politica attiva finanziato con fondi pubblici, dai Recruiting Day ai percorsi GOL, dovrebbe produrre entro sei mesi un rapporto pubblico e verificabile: quante persone hanno partecipato, quante hanno sostenuto colloqui reali, quante hanno ricevuto una proposta di lavoro, quante hanno firmato un contratto.

Non stime, non impressioni: dati disaggregati per provincia, settore e tipologia contrattuale.

Attualmente questo tipo di rendicontazione sui risultati effettivi non esiste nella forma accessibile al pubblico.

Esistono report di avanzamento fisici (quante persone convocate, quante attivita’ erogate) che pero’ non dicono nulla sull’esito occupazionale reale.

Rispetto dei termini di legge come condizione per i finanziamenti

I Centri per l’Impiego che sistematicamente non rispettano i termini di convocazione previsti dal D.M. n. 4/2018 e dal D.Lgs. 150/2015 dovrebbero vedere sospesi o ridotti i finanziamenti pubblici fino al ripristino della conformità.

E’ lo stesso principio che viene applicato ai disoccupati che non rispettano il Patto di Servizio: le sanzioni devono essere simmetriche.

Questo non e’ un principio rivoluzionario. E’ il principio di base del diritto amministrativo italiano: chi riceve fondi pubblici per svolgere un servizio deve svolgerlo rispettando la legge.

Qualità degli operatori e investimento nelle persone

Molte delle disfunzioni dei CPI meridionali non sono imputabili alla cattiva volonta’ degli operatori, ma alla cronica sottodotazione di organici qualificati, formati e adeguatamente retribuiti.

Un operatore che gestisce centinaia di fascicoli contemporaneamente non puo’ produrre orientamento personalizzato: puo’ solo sopravvivere alla giornata.

Il Piano Straordinario di Potenziamento dei CPI previsto dalla Legge di Bilancio 2019, finanziato nell’ambito del Reddito di Cittadinanza, ha immesso nuovi operatori nel sistema.

Ma il loro inserimento efficace nei processi reali e la loro formazione continua rimangono questioni aperte, specialmente al Sud.

Conclusione: il coraggio di dire la verità

Il 1° Recruiting Day Noto si terra’ il 27 maggio 2026 presso la Sala Gagliardi a Noto.

Qualcuno trovera’ lavoro? Forse, per le stesse ragioni per cui qualcuno trova lavoro tramite un annuncio su un giornale locale o una segnalazione di un amico.

Per coincidenza, non per merito del sistema.

Questo articolo non invita nessuno a non partecipare. Se sei un disoccupato in provincia di Siracusa e hai tempo e modo di andare, vai pure: portare il curriculum e conoscere qualche realta’ aziendale locale non puo’ fare male.

Ma fallo con gli occhi aperti, senza aspettarti miracoli da un sistema che non e’ strutturato per produrli.

La verita’ scomoda e’ che gli eventi di questo tipo servono piu’ a chi li organizza che a chi li frequenta.

  • Che i Centri per l’Impiego in Sicilia hanno sistematicamente faticato a rispettare gli obblighi di legge che sono chiamati a garantire.
  • Che miliardi di euro di fondi pubblici vengono impegnati ogni anno in un sistema che produce rendicontazione formale piu’ che occupazione reale.
  • Che il divario tra il mercato del lavoro del Nord e quello del Sud continua a crescere mentre si organizzano fiere.

Ci vuole coraggio per dirlo. Ma ci vuole ancora piu’ coraggio, da parte delle istituzioni, per smettere di farlo.

E per concnludere… prestate attenzione…

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Non fatevi ingannare! E prestate attenzione a questo:

  • GHOST JOB: Codice del Consumo D.Lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli (art. 20-23). Sanzioni AGCM fino a 10 milioni di euro.
  • LAVORO IN NERO: D.Lgs. 81/2008 (sicurezza), L. 296/2006 (maxisanzione lavoro irregolare), Codice Penale per omissione contributiva INPS/INAIL.
  • RAL GONFIATA O FALSA NELLE OFFERTE DI LAVORO: ancora Codice del Consumo, pubblicita’ ingannevole D.Lgs. 145/2007.
  • DISCRIMINAZIONE SALARIALE SUGLI STRANIERI: D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione) art. 43, D.Lgs. 215/2003 e 216/2003 sul divieto di discriminazione.
  • RETRIBUZIONE SOTTO SOGLIA CCNL: inadempimento contrattuale art. 2099 c.c., illecito contributivo, e dal 2024 si discute anche di violazione del principio costituzionale art. 36 Cost. sulla retribuzione proporzionata e sufficiente.
  • SFRUTTAMENTO DEL LAVORATORE: art. 603-bis c.p., il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, fino a 8 anni di reclusione nei casi piu’ gravi.

E tu… candidato/a (italiano o straniero, non importa)… non farti mettere i piedi in testa e non farti sfruttare!

Se fai compromessi sei VITTIMA ma PURE COMPLICE di questi SCHIFOSI CRIMINALI e PARASSITI della SOCIETÀ!!!

RITROVA IL TUO ORGOGLIO E LA TUA DIGNITÀ!
BASTA PIAGNUCOLARE!!!


Fonti e riferimenti normativi

Le fonti di questo articolo sono tutte pubblicamente verificabili. Si invita il lettore a consultarle direttamente.

Tutti i dati sono verificabili tramite le fonti citate. Per segnalazioni o integrazioni: contatto disponibile sul sito.

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